Il Card. Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano

 

Il Cardinale Nasalli Rocca

nel 50° anniversario della sua morte

 

II 13 marzo 2002 è stato celebrato il 50° anniversario della morte di S.E il Card. Nasalli Rocca e il 2 ottobre 2002 il 70° anniversario dell'inaugurazione dell'attuale sede del Seminario Arcivescovile, da lui fortissimamente voluta.

Ricordiamo l'intensa attività svolta durante i trent'anni di episcopato bolognese attraverso le parole di Mons. Enzo Lodi che, nel suo articolo "Per gli apostoli del domani cristiano" (In spem ecclesiae, pag.337-342), tratteggia così i tre grandi amori del Card. Nasalli Rocca.

 

1. Il cardinale della Eucaristia.

Questo titolo gli compete per lo zelo dimostrato per il culto eucaristico e specialmente per i Congressi Eucaristici: da quello nazionale del 1927 ai due diocesani (1937 e 1947), ai dieci zonali...

Anche nelle 29 notificazioni (dal 1922 al 1952) scritte per invitare alla degna celebrazione eucaristica della solennità del Corpus Domini, si può scoprire la spiritualità eucaristica dell'arcivescovo che seppe rivitalizzare le decennali eucaristiche (addobbi), come tradizione tipica di Bologna, estendendole anche al forense.

 

2. Il Cardinale della Madonna.

La devozione della Madonna, da lui invocata nel discorso d'ingresso (15 gennaio 1922), si perpetuò fino alla tumulazione della sua salma ai piedi della sua cara Madonna, la Beata Vergine di San Luca …

 

3. L'amore alla Chiesa.

Il Cardinale ha sempre amato il suo clero, curandosi di ricevere individualmente ogni seminarista, con il quale scambiava paterni colloqui.

L'opera maggiore è stata senza dubbio la fondazione del Seminario Arcivescovile, di cui ha benedetto la prima pietra il 12 maggio 1930. Anche l'approvazione del Seminario ONARMO, per la formazione dei cappellani del lavoro, è stata un'altra delle sue cure preferenziali per i sacerdoti.

Promosse la celebrazione annuale della festa del Curato d'Ars, patrono dei parroci; fondò l'opera dei settanta sacerdoti per la promozione dele vocazioni.

Dovette patire impotente la perdita di numerosi sacerdoti travolti dalla furia bellica e post-bellica. Quattro sotto i bombardamenti americani, dieci per inumane rappresaglie tedesche, quattro barbaramente assassinati nelle loro parrocchie da crudeli rimasti ancora nell'ombra, uno sul campo di battaglia…

Si deve al coraggio del Cardinale la dichiarazione di Bologna a città aperta nel 1944 e lo sgombro delle truppe tedesche fino alla cinta delle vecchie mura, salvandola dalla distruzione…

Provvide all'erezione di nuove parocchie in una città che, all'inizio del suo episcopato, contava oltre 200000 abitanti e 600.000 nel resto dell'archidiocesi. Al termine del suo episcopato, la popolazione era cresciuta di 160.000 unità. L'urgenza del problema trovò concreta realizzazione con le 40 parrrocchie e vicarie parrocchiali erette in trent'anni.

Per provvedere i pastori, aveva istituito nel 1922 l'Opera per le Vocazioni Ecclesiastiche, facendola oggetto della lettera pastorale della Quaresima 1924: Per gli apostoli del domani cristiano. In questa lungimirante prospettiva dell'aumento delle vocazioni, sensibilmente cresciute per le sue assidue cure, inaugurava il 2 ottobre del 1932 la nuova sede del Seminario Arcivescovile nel parco di Villa Revedin.

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        ...Che questo edificio grandioso sia propiziatore di bene innanzi a Dio per la città, la Diocesi e la provincia di Bologna e sia fonte                di benedizione per tutti coloro che sanno guardare al Seminario come alla sorgente di novelle forze per la civiltà e la religione.

 

(Dal discorso di S.E. Mons. Ruffini, Segretario della Congregazione dei Seminari, del 2 ottobre 1932)