Venerabile Servo di Dio

Bruno Marchesini, seminarista

 

Bagno di Piano, 08/08/1915 - Bologna, 1938

 

Breve profilo biografico

Nato l’8 agosto 1915 a Bagno di Piano (Bologna) da una famiglia povera di beni e di fortuna, ma ricchi di virtù cristiane, ha imparato presto a stimare la fede e la preghiera, il servizio agli altri e la vocazione al sacerdozio E' stato alunno del Seminario Minore a Bologna e a Roma, finché nel 1934 è entrato al Romano Maggiore.

Pur essendo vivacissimo, non solo non diede mai motivo di riprensione, ma i Superiori, i Professori e i compagni ne ammirarono sempre la pietà, l'umiltà, la docilità, la modestia e la carità e lo ebbero carissimo. Riportò un'eccellente votazione negli esami di licenza ginnasiale al R. Ginnasio Minghetti e nel concorso al posto gratuito nel Seminario Pio di Roma.

In Seminario si qualifica con tre "esse": sì al sorriso, alla serietà e al servizio. A 23 anni la meningite lo porta al "sì" ultimo, in modo esemplare, nell'estate del 1938. E' stata una vita 'spesa'. Forse, agli occhi di molti, spesa per niente, ma a uno sguardo più profondo, spesa per Cristo, il "Tutto" e l"Unico".

Bruno si è buttato a capofitto in una affascinante e sconosciuta avventura: "Voglio essere santo, presto santo, grande santo!". In che modo poteva un ragazzo di 18 anni essere santo? Partendo da una scelta fondamentale: "Non negare nulla a Gesù". Nell'ultimo Natale si era 'legato' per sempre a Gesù, con un dono d 'amore senza ritorno. A Gesù "sposo" aveva chiesto la pace e più di tutto l'amore: un amore senza limiti e senza misura... Gesù, datemi il martirio del cuore e del corpo... Mi offro a Voi, mio Diletto, perché possiate compiere in me completamente il vostro santo volere, senza che le creature possano mettervi ostacolo".

 

Giovanni Paolo II ne ha dichiarato l'eroicità delle virtù, proclamandolo Venerabile, il 20 dicembre 2002. Ma già in occasione della festa della Madonna della Fiducia (24 febbraio 2001), dal Seminario Romano Maggiore, aveva invitato tutti alla santità additando l'esempio del seminarista Bruno Marchesini.

 

"Carissimi! Eccomi nuovamente tra voi, per questo appuntamento entrato ormai a far parte della tradizione del Seminario Romano, che è il Seminario del Papa. E' questa allora un'occasione propizia per ribadire, con la mia presenza, quanto ho recentemente scritto nel Messaggio della Diocesi di Roma, che cioè al Seminario diocesano assicuro il mio costante pensiero e il mio speciale ricordo nella preghiera. (....)

Abbiamo ascoltato con emozione l'oratorio musicale composto dal caro Mons. Marco Frisina. E' ispirato alla breve, ma intensa vicenda terrena dell'ex alunno del Seminario, il Servo di Dio Bruno Marchesini, morto a soli 23 anni sognando il sacerdozio. Voi, a buona ragione, lo chiamate "l'amico del cielo". La sua vita è stataun costante e coraggioso cammino verso la santità.

Dalle pagine del suo diario apprendiamo che nel 1936, alla chiusura del mese di maggio, durante il secondo anno del biennio filosofico al Seminario Maggiore, si consacrò al Cuore Immacolato di Maria.

Ripetendo con solennità l'offerta della sua castità, scriveva:" Per mezzo tuo, o Maria, oggi ho osato presentare a Gesù, realmente presente nel mio cuore sotto i veli eucaristici, il rifiorito giglio della mia purezza. Tu me l'hai ispirato, tu mi aiuterai a mantenerlo con tutto il fervore di questo giorno".

E aggiungeva, quasi a voler evidenziare con chiarezza il proprio pensiero, che questa consacrazione esplicitava l'intenzione di una "dedizione suprema di amore a Cristo Gesù"

Bruno Marchesini ha intuito che la Madonna è la via più sicura per arrivare a Gesù e per appartenergli totalmente e per sempre. Questa è anche la mia esperieza personale. Accogliete nella vostra vita, carissimi seminaristi, la Vergine Santa come vostra Madre. Ciascuno abbia consapevolezza amorosa di questo ruolo di Maria, soprattutto negli anni preziosi della formazione in cui si prepara a diventare sacerdote, cioè un "alter Christus".

Nella cappella del Seminario venerate la Vergine Santissima con il titolo di "Madonna della Fiducia". Vi esorto a venire spesso a visitarLa e ad aprirLe il cuore: Maria è "aurora luminosa e guida sicura del nostro cammino" La fedele Serva del Signore aiuterà anche voi, come "l'amico del cielo" che oggi ricordiamo, a consacrare la vostra vita al servizio del Vangelo, in un cammino generoso di santità.

Essere santi: ecco il programma di ogni cristiano, perché "le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ciascuno". Auspico che questo programma orienti anche la vostra esistenza, cari giovani amici. Voi avete vissuto con impegno la Giornata Mondiale della Gioventù; avete visto le centinaia di migliaia di vostri coetanei che, da ogni parte del mondo, sono giunti sulla tomba dell'apostolo Pietro.

Essi sono venuti per confermare la propria fede ed esprimere la ferma decisione di essere, nel nuovo millennio, gli uomini e le donne delle Beatitudini.

Roma ha bisogno di santi! Si apre davanti a noi una feconda stagione di nuova evangelizzazione che, per essere condotta a buon fine, esige il coraggio della santità. Cari seminaristi, portate quest'anelito nella preghiera quotidiana.

Fatelo vostro, imitando l'amico Bruno Marchesini, che si rivolgeva così a Gesù nel Natale del 1937: "Fatemi sacerdote santo, oppure chiamatemi prima a voi. Fatemi comprendere la miseria di questa vita, se non è spesa tutta ad amarvi".

Nell'oratorio musicale abbiamo ascoltato l'invito di Gesù: "Venite e vedrete", con il commento di Giovanni: "Andarono dunque e videro dove abitava e si fermarono presso di lui" (Gv 2,39).

Carissimi, le parole con le quali l'evangelista parla della propria vocazione ci hanno permesso di rileggere in profondità l'esistenza di Bruno Marchesini e di scoprirne la sincera devozione alla Vergine Santissima, la donna che è stata tutta e pienamente del Signore.

Guardiamo ancora a Lei, la madre di Cristo e chiediamoLe che insegni anche a noi a "restare" con il Signore. DomandiamoLe che la comunità del Seminario Romano sia sempre più consapevolmente " autentica scuola di preghiera, dove l'incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore degli affetti, fino ad un vero " invaghimento" del cuore". Che tutto questo diventi la vostra esperienza quotidiana!

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(Dal discorso di S.E. Mons. Ruffini, Segretario della Congregazione dei Seminari, del 2 ottobre 1932)